Siamo onesti: non capita tutti i giorni che una figura come Childish Gambino, al secolo Donald Glover, metta piede in Italia. Eppure, il 2 novembre, all’Unipol Forum di Assago, avremo la fortuna di vederlo in azione. Non è solo un concerto, è una celebrazione di uno degli artisti più innovativi e poliedrici della nostra epoca. Il New World Tour, organizzato da AEG Presents, segna il ritorno sulle scene di un creatore capace di fondere la musica con l’arte visiva, la politica e la cultura pop come pochi altri.

Ma questa non è una semplice tournée promozionale: come spesso accade con Donald Glover, c’è molto di più. Questo tour accompagna l’uscita di Bando Stone and The New World, un disco (Il suo ultimo a quanto dice) che suona come la summa di tutto ciò che Gambino è stato e di ciò che potrebbe ancora diventare (speriamo). Il disco, uscito in digitale a luglio, è un viaggio tra i generi, le epoche e i confini della musica moderna. Non c’è una direzione chiara, né un’identità fissa da indossare. Piuttosto, è un album manifesto che dice: “Posso essere tutto questo, e molto di più.”
Con tracce che spaziano dall’hip hop psichedelico di Lithonia al soul etereo di Steps Beach, passando per il punk pop di Running Around con Fousheé e l’alt-country di Dadvocate, Gambino si muove con disinvoltura tra territori musicali apparentemente inconciliabili. Eppure, sotto la superficie frammentata di queste sonorità, c’è un filo conduttore: la ricerca incessante di nuove forme espressive, di nuove narrazioni sonore.

In un’epoca di playlist omogenee e suoni masticati e risputati dall’industria, Childish Gambino è una RARITÀ (si lo scrivo in maiscuolo). Artista poliedrico per eccellenza, la sua capacità di reinventarsi è tanto frustrante per chi cerca coerenza quanto affascinante per chi, come noi, è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e sorprendente. Ed è esattamente questo che ci aspettiamo dalla data milanese del The New World Tour: un’esperienza che scuoterà ogni preconcetto musicale, visivo e narrativo.
Un artista oltre i generi: il viaggio di Childish Gambino da Camp a Bando Stone and The New World
È difficile, se non impossibile, racchiudere Childish Gambino in una sola definizione. Sin dal suo esordio con Camp nel 2011, Glover ha dimostrato che le sue aspirazioni andavano ben oltre il classico percorso da rapper. Because the Internet (2013) ha portato con sé un concept tanto ambizioso quanto criptico, mentre Awaken, My Love! (2016) ci ha immerso in sonorità soul e funk, disorientando ma al contempo conquistando chi lo aveva scoperto come rapper. Ma è stato il singolo This Is America del 2018 a trasformarlo in un’icona globale, grazie a un pezzo che è riuscito a condensare in pochi minuti un ritratto viscerale della società americana, diventando un manifesto politico e culturale.
Con il successivo 3.15.20 (ripubblicato poi questa estate con il nome di ATAVISTA), Gambino ha gettato via persino la struttura tradizionale dell’album, sperimentando con un flusso sonoro continuo, una sorta di stream of consciousness musicale che mescolava R&B, soul, funk e ambient. Un album senza confini, privo di regole fisse. Proprio come lui.
E ora, con Bando Stone and The New World, ci troviamo di fronte all’ennesima evoluzione. Un disco che non ha paura di sporcarsi le mani con il pop (Real Love), flirtare con il rock operistico (Lithonia) o accarezzare sonorità elettroniche (Hearts Are Meant to Fly). È una celebrazione di tutto ciò che Childish Gambino rappresenta, un artista che vive nella perenne tensione tra l’essere e il divenire.
Milano: preparatevi all’esperienza Gambino
Cosa aspettarsi dunque dal concerto del 2 novembre? Sicuramente, non un’esibizione tradizionale. Gambino non è mai stato un semplice performer: nei suoi concerti si mescolano musica, visual art e performance teatrali. Se avete assistito al suo spettacolo al Coachella del 2019, saprete di cosa parlo: ogni brano diventa una scena, ogni canzone una narrazione visiva a sé stante.

E con un nuovo tour che prende il nome dall’album Bando Stone and The New World, possiamo aspettarci di tutto. Sarà un evento immersivo, un flusso continuo di suoni, immagini, emozioni che ti trascineranno nel suo universo fatto di contraddizioni e bellezza. E soprattutto, sarà l’ultima volta che Donald Glover si esibirà sotto lo pseudonimo di Childish Gambino. Questo rende l’appuntamento di Milano un momento storico per la musica, l’ultimo saluto a un nome che ha cambiato per sempre il panorama sonoro contemporaneo.
Se non avete ancora comprato i biglietti, fatelo ora. Il 2 novembre all’Unipol Forum di Milano non si assisterà solo a un concerto, ma a un pezzo di storia della musica in divenire