Tormento, una delle voci più riconoscibili e versatili del rap italiano, ha sempre avuto dei flow mostruosi e una capacità unica di giocare e sperimentare con la voce. Come diceva Marracash, “Tormento era Drake prima di Drake” o, per essere ancora più attuali, un Anderson .Paak prima di Paak. Ma forse è meglio dire semplicemente Tormento, una delle leggende del rap italiano.

Per chi non conosce Tormento, magari perché è troppo giovane o ha scoperto da poco il rap italiano, Tormento aka Yoshi è uno dei pionieri del genere. Negli anni ’90, con i Sottotono insieme al producer Big Fish, ha portato il rap italiano al livello mainstream con hit come “La mia coccinella” e “Dimmi di sbagliato che c’è”. Successivamente, come solista, ha pubblicato album memorabili come “Il mio diario” e “Alibi”, che erano un mix innovativo di rap, funk e soul. Non va dimenticata la sua vena più underground con progetti come i Siamesi Brothers, insieme al fratello Esa e a DJ Skizo, e all’album “El Micro De Oro” con il compianto Primo Brown dei Cor Veleno.
Da poco è uscito il suo nuovo EP “Petali e Spine”, disponibile su tutte le piattaforme digitali. Quattro tracce che esplorano l’amore in tutte le sue sfaccettature, con questo lavoro, Tormento esplora l’amore “in un mondo di gangster”, mescolando sonorità soul-funk e vibrazioni contemporanee. Collaborando con il producer torinese Frank Sativa e il co-autore Bagba, Tormento ci ha regalato quattro perle rare.
Abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con lui in occasione dell’uscita del nuovo EP e del videoclip di “Bella veramente”. Ecco cosa ci ha raccontato su questo nuovo progetto, le sue collaborazioni e i suoi piani per il futuro.
Intervista a Tormento
“Petali e Spine” è un EP d’amore composto da 4 brani. Puoi raccontarci come è nato questo progetto e cosa rappresenta per te “l’amore in un mondo di gangster”?
Sono cresciuto in un’epoca in cui negli States i più giovani ascoltavano i selvaggi N.W.A. e 2Pac. Chi invece era già sulla quarantina e aveva “scalato” la piramide della delinquenza, raggiungendo una posizione di tutto rispetto, veniva definito OG. Original Gangster. Personaggi che su auto d’epoca ascoltavano gli “oldies”, brani soul funk degli anni ‘60 e ‘70. Soprattutto love songs. Questo è il mio gangsta mood di affrontare l’Amore. Per chi è cresciuto con gli N.W.A. il gangsta rap di oggi è solo un circolo vizioso, anche un po’ inutile, che continua a ripetersi. Una falla nella società che mi porta a credere che la situazione sia voluta. Noi la soluzione l’abbiamo trovata nell’Hip Hop, per noi un altro mondo non solo è possibile, lo abbiamo messo in pratica.
Il progetto “Petali e spine” nasce dall’incontro artistico con Frank Sativa. Da sempre mi segue nei live in console e durante il tour della scorsa estate è nata l’esigenza di lavorare assieme a nuovi brani per suggellare questa nostra amicizia. Fondamentale è stato l’apporto di un autore torinese che entrambi stimiamo da tempo, Bagba. Loro avevano già diverse idee in cantiere e abbiamo deciso di svilupparle assieme. Il fil rouge che lega i brani di questo progetto è soprattutto la voglia di trovare suoni e melodie dal sapore funk soul, vicine alle sperimentazioni già percorse da grandi artisti italiani, come Pino Daniele o Battisti. Allontanarmi un po’ dalle mie sonorità “total black” per creare, si spera, ottima musica pop italiana che abbia gusto e credibilità artistica.
Com’è stato lavorare in studio con Frank Sativa dopo aver condiviso tanti palchi nel corso degli anni? Inoltre, com’è stata l’esperienza di avere un coautore come Bagba nei testi rispetto a lavorare da solo? Puoi raccontarci come avete collaborato sui testi e quale dinamica creativa si è instaurata tra di voi?
Frankie, oltre ad avere un gusto pazzesco, negli anni ha coltivato amicizie con musicisti bravissimi. Questo è un progetto in cui tutti i partecipanti hanno messo il cuore. Raramente ognuno di noi ha la possibilità di suonare musica che ci rappresenta al 100%. In questa occasione nessuno di noi ha dovuto porre alcun limite al proprio estro creativo. Questo vale per i musicisti ma anche per Ezra dei No Mad Studios di Torino che, con le sue macchine analogiche, ha giocato un ruolo fondamentale.
La questione autorale purtroppo in Italia è davvero delicata. Dopo trent’anni di rap in questo paese siamo sempre a un livello da principianti. Il pubblico poi non ne parliamo. Artisti e ascoltatori abbandonano il campo e ci ritroviamo puntualmente con un nuovo pubblico impreparato e giovani artisti acerbi. È bello sentire un giovane artista che con un amico produttore sviluppa un intero progetto a due mani, ma per esperienza personale posso affermare che il risultato è quasi sempre artisticamente limitato. La caccia al ghost writer è gossip che rivela tutta l’ingenuità della nostra scena. La grande musica è sempre stata fatta da tanti artisti che per il bene del progetto mettono via il proprio ego e collaborano. Questo è il più grande problema degli italiani, mettere via il proprio ego. Qui siamo tutti allenatori di calcio, produttori musicali e grandi artisti ma i commenti che leggo in giro rivelano che il 99% di chi scrive non abbia la minima idea di cosa stia parlando. Lavorare a questi brani con Bagba è stata una bellissima esperienza, da cui entrambi ne siamo usciti arricchiti. Quali brani siano nati da lui e quali idee siano le mie si fondono nella voglia di sviluppare al meglio ogni traccia. Bagba è un grande artista italiano che come tanti altri, paga la propria originalità a caro prezzo. In un mercato sempre più omologato proporre un’alternativa diventa un’esigenza.
La tua autobiografia “Rapciclopedia – La mia storia“ è stata pubblicata nel 2022. Quanto è stato importante per te raccontare la tua storia in un libro e quali riscontri hai avuto dal pubblico?
Il mio pubblico ormai sono pochi amici che conosco personalmente. Mi apprezzano e cercano di comprendere ogni mia scelta artistica. Vibrano sulle mie stesse frequenze e assieme scaviamo nell’animo umano alla ricerca di un’evoluzione ormai inderogabile. La mia bio, come le mie canzoni, sono solo spunti che approfondiamo non appena abbiamo la possibilità di incontrarci. I nostri percorsi e il nostro modo di affrontare la vita sono molto simili e anche se siamo pochi è una community che negli anni rimane molto unita. Devo ringraziarli dal profondo del mio cuore per questo.
Scrivere una bio, anche se spero di essere solo a metà del mio cammino, è stato fondamentale per me. Noi artisti lavoriamo duramente, anche se il pensiero comune non ci arriva, e questa mia carriera è stata fonte di grandi gioie ma anche di grandi stress. Raccontare il mio percorso in “Rapciclopedia” (Baldini+Castoldi Edizioni), con l’aiuto fondamentale di una grande penna come Matteo Politanò, mi ha salvato la vita. Mi ha permesso di lasciarmi alle spalle il passato e vivere il presente con una leggerezza che non credevo possibile. Il passato non esiste, non c’è più, è solo nella nostra testa. Buttate via tutte le zavorre che ci portiamo dietro come bagagli di ghisa che condizionano la nostra vita. Godetevi il presente e costruite ora e adesso il vostro futuro, liberi da condizionamenti e preconcetti.

L’EP “Petali e Spine” sembra perfetto per essere suonato dal vivo questa estate, con brani come “Bella veramente” e “Acqua passata” che hanno ritornelli ideali per essere cantati a squarciagola dal pubblico. Dato che siamo un sito che si focalizza principalmente sulla promozione dei concerti, non possiamo non chiederti: hai in programma un tour estivo per portare questi pezzi sul palco?
Il mio tour estivo 2024 è iniziato i primi di maggio e conta trenta date sparse su tutto il territorio nazionale. Quest’anno ho voluto dedicarlo ai trent’anni de “La mia coccinella”. Ancora non ho proposto dal vivo questo mio nuovo EP perché, con il tempo, mi sono accorto che devo aspettare una decina d’anni prima di poter proporre un mio nuovo progetto dal vivo. Nel momento in cui esce, il pubblico è sempre disattento. “Il mio Diario”, “Alibi”, “El micro de oro” sono solo alcuni esempi di musica che ho prodotto ed è stata veramente apprezzata solo dieci anni dopo dalla data di pubblicazione.
Citando una tua vecchia barra in “Mostri Remix” di Primo e Ibbanez, dicevi “sono sceso dal treno per farmi l’Italia a piedi come un messia ultraterreno“, alludendo al tuo passaggio dal mainstream a realtà più underground, guadagnandoti il rispetto anche dei più puristi del genere che magari all’inizio della tua carriera non vedevano di buon occhio i Sottotono. Com’è stato per te tornare sotto la forte luce dei riflettori con il nuovo progetto Sottotono e, ancora prima, con i singoli del 2019 “Acqua su Marte”, “Per quel che ne so” e “2 Gocce di Vodka”? Come ti senti a riconquistare l’attenzione di un pubblico che pensava fossi scomparso? Perché chi segue la scena rap sa che non sei mai andato via, ma esiste anche una parte del tuo pubblico più “mainstream” che non segue la scena e ti aveva dato per disperso per anni.
Aver avuto un grande successo da giovane ti regala una prospettiva differente su concetti come “successo” e “mainstream”. L’esperienza diretta e veloce con questo tipo di mercato ti insegna molto presto che è un roller coaster che è inutile inseguire. C’è un momento per tutto e l’unica cosa su cui puoi contare è la tua energia. Non c’è contratto o etichetta discografica che ti possa assicurare passaggi radiofonici e attenzione di pubblico. Questi sono solo mezzi che possono trasformare in un incendio una scintilla che deve partire da te. Questo ci insegna la storia di tutti gli artisti che hanno lasciato un segno. La scintilla parte da te, dalla tua convinzione e dall’impegno e dalla costanza che ci metti nel coltivare la tua passione.

Nella tua lunga carriera, sia come solista sia nei Sottotono, hai collaborato con la maggior parte dei rapper e producer italiani, oltre che con numerosi cantanti, come dimostra anche il recente brano con Bianca Atzei, “Le canzoni di Vasco”. Hai lavorato con grandi nomi della musica italiana come Tiziano Ferro, Max Pezzali, Tiromancino, Elodie solo per citarne alcuni, e mostri sacri come Al Castellana e Alborosie. A livello internazionale, hai collaborato con i Thaitanium durante il tuo viaggio in Thailandia, con Shola Ama ai tempi dei Sottotono, e persino con Mary J. Blige che vi affidò il remix di “Love is all we need”. Diciamo che ti sei tolto parecchi sfizi in termini di collaborazioni, ma c’è ancora un feat che non hai mai fatto e che vorresti realizzare, sia con un artista italiano che internazionale?
Ci sono tanti artisti che stimo e con cui mi piacerebbe collaborare. Tra i cantanti italiani ci sono sicuramente Irama, Marco Mengoni, Ghali, Rkomi, Blanco. Con Elodie farei un album intero, un sogno purtroppo impossibile ma la adoro sotto tutti i punti di vista. Tanti sono anche i trapper che adoro, come Sfera, ThaSup, Artie5ive, Anna, Beba, Lazza, TonyBoy. Ma anche vecchi amici con cui è sempre bello collaborare come Al Castellana, Nex Cassel, MadBuddy, Frank Sicily e Shocca, Prezzy Prezzy e perché no, con Neffa o Fibra sono sicuro uscirebbero delle belle bombe a mano. Internazionali purtroppo rimangono sempre sogni irrealizzabili ma partirei da Drake, Dj Quik, JasonMartin, Boldy James, Dj Muggs, Alchemist per arrivare fino a BurnaBoy, Wizkid, Lucky Daye o il mio sosia vocale Anderson Paak (…sboronata palese).

I nostalgici si chiedono: c’è la possibilità di vedere una bella posse track con tutta l’Area Cronica in futuro?
Che ne dici, c’è la possibilità di una nuova traccia dei Sangue misto? A parte che oggi l’Area Cronica purtroppo interesserebbe davvero a pochi, ma è un sogno irrealizzabile perché c’è chi ha cambiato vita, con la maggior parte di loro c’è un rapporto d’Amore eterno e con qualcuno il rapporto si è incrinato credo in modo irreparabile.
Ora ci gustiamo l’EP ‘Petali e Spine’, ma guardando avanti, quali sono i prossimi passi che prevedi per il futuro di Tormento? Questo Ep potrebbe essere un preludio per un nuovo album solista con lo stesso sound di ‘Petali e Spine’, oppure hai in mente altri progetti come Yoshi o persino un nuovo album per i Sottotono?”
Oggi sento di aver trovato una mia dimensione in cui mi ci rispecchio al 100%, esce una valanga di musica bellissima e il fatto che molti dicano il contrario la dice lunga su come coltivino la loro passione per la musica. Questa ricchissima scelta di ascolti così differenti tra loro mi spinge a ricercare una profonda sperimentazione, coltivare la mia passione per il soul, il funk e non vedo l’ora di tirare fuori dal mio hard disk un po’ di tracce di Yoshi parcheggiate lì da troppo tempo. Un abbraccio amici e buona musica a tutti.
Ringraziamo Tormento per aver condiviso con noi i retroscena del suo nuovo EP “Petali e Spine” e per averci regalato uno sguardo privilegiato sulla sua carriera e i suoi progetti futuri. È sempre un piacere parlare con un artista che continua a innovare e ispirare, mantenendo viva la passione per la musica e il rispetto per le radici del rap italiano.
Qui sotto potete trovare tutte le date dei live di Tormento per questa estate. Non perdete l’opportunità di vedere in azione una delle leggende del rap italiano.
Tormento – Summer Tour 2024
- 19.07.2024 @ VERONA – Mura Festival
- 26.07.2024 @ ROMA – Nice Disco (w/ Mamacita)
- 12.08.2024 @ NARDÒ (LE) – Jungle Parco Raho (w/ Malasartoria)
- 15.08.2024 @ BERCHIDDA (SS) – Time in Jazz Festival
- 29.08.2024 @ MILANO – Dazi Milano (w/ Plants Play Orchestra)
- 06.09.2024 @ POZZO D’ADDA (MI) (w/ Malasartoria)
- 14.09.2024 @ PISTOIA – (w/ Dead Poets e Dj Fastcut)
- 06.10.2024 @ SEREGNO (MB) – Dock